Secondo il Daily Mail il North Stream è stato fatto saltare su ordine di Liz Truss, ex premier inglese che- secondo i russi- avrebbe inviato al segretario di Stato americano Blinken un messaggio all'indomani del sabotaggio del gasdotto con scritto: "E' fatta". Gli inglesi sono ormai parte della guerra in corso? Ne parliamo a "Dietro il Sipario" in compagnia di Fabrizio Fratus, Roberto Quaglia e Sara Reginella

Recentemente, il Daily Mail ha riportato una notizia che ha suscitato un acceso dibattito: il presunto coinvolgimento della Gran Bretagna nel sabotaggio dei gasdotti Nord Stream. Secondo fonti russe, l'ex premier Liz Truss avrebbe inviato un messaggio al segretario di Stato americano Antony Blinken subito dopo l'esplosione, scrivendo "E' fatta". Questa affermazione ha riacceso le tensioni tra Mosca e Londra, con i russi che accusano apertamente il governo britannico di essere complice in un atto di sabotaggio contro un'infrastruttura energetica vitale non solo per la Russia, ma per l'intera Europa.
Le accuse di Mosca non sono nuove. Già in passato, il Ministero della Difesa russo aveva indicato la Gran Bretagna come possibile responsabile di attacchi contro navi russe nel Mar Nero e nel contesto del conflitto ucraino. Dmitri Peskov, portavoce di Putin, ha dichiarato che ci sono prove del coinvolgimento britannico nel sabotaggio, definendolo un "atto terroristico". La situazione si complica ulteriormente con il presunto hacking del telefono di Liz Truss, che avrebbe rivelato comunicazioni riservate con funzionari americani, sollevando interrogativi sulle modalità con cui Londra gestisce la sua politica estera.
Il contesto geopolitico è fondamentale per comprendere le dinamiche in gioco. La guerra in Ucraina ha visto un coinvolgimento sempre maggiore degli Stati Uniti e dei suoi alleati, che hanno fornito supporto militare e strategico a Kiev. In questo scenario, le accuse di sabotaggio da parte russa possono essere interpretate come una risposta a un crescente interventismo britannico e americano nel conflitto. La Russia, da parte sua, si trova a dover difendere i propri interessi nazionali, e ogni attacco percepito come aggressione viene considerato in un'ottica di legittima difesa.
Le reazioni internazionali a queste accuse sono state variegate. Mentre i media mainstream tendono a bollare le affermazioni russe come complottiste, il dibattito pubblico si polarizza. Alcuni esperti e commentatori sostengono che le accuse di Mosca possano avere un fondamento, considerando il contesto storico di conflitti e sabotaggi nel quale si inserisce la guerra in Ucraina. La questione del gasdotto Nord Stream, quindi, non è solo un problema energetico, ma un simbolo delle tensioni geopolitiche attuali, in cui ogni attore cerca di affermare la propria posizione.
In questo clima di crescente tensione, la risposta del governo britannico è stata quella di negare ogni coinvolgimento nel sabotaggio. Tuttavia, la mancanza di trasparenza nelle indagini sul Nord Stream ha alimentato ulteriori speculazioni. La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha sottolineato l'importanza di fare chiarezza su questi eventi, evidenziando come la sicurezza energetica globale sia in gioco. La situazione, quindi, non è solo una questione di responsabilità, ma di come i diversi attori internazionali interpretano e reagiscono a queste accuse, in un contesto di guerra fredda che sembra riemergere in nuove forme.
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