"Il Panteismo è inconciliabile con la Trascendenza e con il Cattolicesimo. Dopo il Concilio Vaticano II le spinte "moderniste" si sono fatte sempre più forti. Con Papa Francesco questa tendenza ha raggiunto il picco ma esistono sacche di resistenza"

Don Curzio Nitoglia ha recentemente espresso forti critiche nei confronti di Papa Francesco, accusandolo di promuovere eresie e di allontanarsi dalla tradizione cattolica. Secondo Nitoglia, il modernismo, che ha preso piede dopo il Concilio Vaticano II, ha influenzato profondamente la Chiesa, portando a una fusione tra il cattolicesimo e le correnti di pensiero laiche e moderne, che egli considera incompatibili con la fede cristiana.
Nitoglia sostiene che il Concilio Vaticano II ha segnato un punto di svolta, dove le idee moderniste hanno prevalso, dando vita a una "deriva irreversibile" all'interno della Chiesa. Egli critica specificamente le dichiarazioni del concilio riguardanti i rapporti tra cristianesimo e giudaismo, affermando che queste hanno confuso la distinzione fondamentale tra il giudaismo dell'Antico Testamento e quello che ha rifiutato Gesù come Messia. Questa confusione, secondo Nitoglia, ha portato a una visione panteista che nega la trascendenza di Dio, un concetto centrale nel cattolicesimo.
Il sacerdote mette in evidenza come la figura di Papa Francesco rappresenti un'accelerazione di questa tendenza modernista. Egli accusa il Papa di aver avviato un culto dell'uomo che va contro la vera fede, sostenendo che le sue affermazioni sull'omosessualità e sulle questioni sociali riflettono un approccio antropocentrico che ignora la dottrina cattolica tradizionale. Questa evoluzione, afferma Nitoglia, ha portato a un'interpretazione della fede che si allontana dalla moralità oggettiva e dalla verità rivelata.
In questo contesto, Don Curzio Nitoglia si presenta come una voce di resistenza, richiamando i fedeli a tornare a una comprensione più rigorosa e tradizionale della fede cattolica. Egli ritiene che la Chiesa debba rifiutare le influenze moderniste e tornare a una dottrina che affermi la trascendenza di Dio e la distinzione tra il creatore e la creatura. La sua posizione si inserisce in un dibattito più ampio all'interno della Chiesa cattolica, dove le tensioni tra tradizione e modernità continuano a suscitare polemiche e divisioni.
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