Il primario di cardiologia dell'ospedale di Polistena (Rc) Vincenzo Amodeo punta il dito contro una classe dirigente calabrese che ha portato la sanità al collasso. "Non c'erano le condizioni per dichiarare la Calabria zona rossa. Fino alla scorsa settimana a Reggio Calabria e provincia i pazienti in pericolo di vita a causa del coronavirus erano in tutto cinque (5)"
____________________________________________
✔️SOSTIENICI TRAMITE BONIFICO:
IBAN: IT65 C 0306 9163 55100 00000 9028
INTESTATO A: Visione TV
SWIFT: BCITITMM
CAUSALE: DONAZIONE

La situazione della sanità calabrese è al centro di un acceso dibattito, in particolare dopo le dichiarazioni di Vincenzo Amodeo, primario di cardiologia dell'ospedale di Polistena. Amodeo ha messo in discussione la decisione di dichiarare la Calabria zona rossa, sostenendo che le reali condizioni sanitarie non giustificherebbero tale classificazione. Secondo il medico, fino a una settimana fa, nella provincia di Reggio Calabria i pazienti in pericolo di vita a causa del coronavirus erano solo cinque, un dato che contrasta con la narrativa di emergenza sanitaria diffusa dai media.
Amodeo punta il dito contro una classe dirigente che, a suo avviso, ha contribuito al collasso del sistema sanitario calabrese, non tanto per l'emergenza COVID-19, quanto per una gestione inefficace e incompetente delle risorse. Ha evidenziato che la scarsa capacità ricettiva degli ospedali, unita alla mancanza di sinergie tra le strutture sanitarie, ha aggravato la situazione. In particolare, ha sottolineato l'importanza di riorganizzare le strutture esistenti e di riattivare ospedali che sono stati chiusi o non utilizzati, per affrontare le emergenze in modo più efficiente.
Le affermazioni di Amodeo si inseriscono in un contesto più ampio di critica verso la gestione della sanità in Calabria. Da anni, la regione è oggetto di discussioni riguardo a tagli e riorganizzazioni che hanno portato a un depotenziamento dei servizi. Il primario ha evidenziato che, nonostante la pandemia, molti pazienti non accedono alle cure per paura del contagio, con un calo significativo dei ricoveri per patologie cardiovascolari. Questo fenomeno, secondo Amodeo, potrebbe avere conseguenze drammatiche per la salute pubblica, con un aumento delle patologie non trattate.
In questo scenario, la figura di Amodeo emerge come quella di un professionista che, pur operando in un sistema in crisi, cerca di richiamare l'attenzione su problemi strutturali e gestionali. La sua posizione solleva interrogativi sulla responsabilità della classe politica e sanitaria nel garantire un servizio adeguato ai cittadini. La sua critica alla gestione attuale non è solo una denuncia, ma un appello a una maggiore responsabilità e competenza nella gestione della sanità calabrese.
La questione della sanità in Calabria, quindi, non è solo una problematica legata alla pandemia, ma un tema che tocca le radici di un sistema che necessita di riforme profonde. Le parole di Amodeo potrebbero rappresentare un'opportunità per avviare un dibattito serio e costruttivo sulla sanità regionale, affinché si possano trovare soluzioni efficaci e durature per garantire il diritto alla salute di tutti i cittadini calabresi.
Visione TV non ha investitori né sponsor. Esiste solo grazie ai sostenitori. 25€ al mese — meno di un caffè al giorno — per garantire un'altra settimana di lavoro indipendente.
★ Diventa sostenitore












Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.

