Moreno Pasquinelli, portavoce del Fronte del Dissenso, ha depositato una querela presso la procura di Spoleto per denunciare le reiterate e gravissime minacce in stile mafioso ricevute da parte di soggetti reputati di altissima pericolosità sociale, già citati in articoli riguardanti l'omicidio dell'ultras Piscitelli. "Esistono evidentemente apparati deviati dello Stato- precisa Pasquinelli- "che hanno bisogno di infiltrare le legittime manifestazioni organizzate da partiti e associazioni che si muovono dentro il perimetro della democrazia costituzionale"

Moreno Pasquinelli, portavoce del Fronte del Dissenso, ha recentemente sporto denuncia presso la procura di Spoleto, a seguito di minacce ricevute da individui considerati di alta pericolosità sociale. Queste intimidazioni, descritte da Pasquinelli come di «stile mafioso», sono state espresse attraverso messaggi vocali e scritti, nei quali veniva minacciata la sua incolumità e quella della sua famiglia. La denuncia di Pasquinelli si inserisce in un contesto più ampio, in cui egli sottolinea la presenza di «apparati deviati dello Stato» che cercano di infiltrarsi nei movimenti politici legittimi, sfruttando la paura e la violenza.
Pasquinelli ha evidenziato come il clima di intimidazione si sia intensificato in seguito a manifestazioni pacifiche organizzate dal suo movimento, che ha visto la partecipazione di migliaia di cittadini. Le minacce ricevute, secondo Pasquinelli, non sono un fatto isolato, ma piuttosto un sintomo di una strategia più ampia di repressione nei confronti di chi si oppone alle politiche governative, in particolare quelle legate alla gestione della pandemia e alle misure di restrizione. La sua denuncia si propone di richiamare l'attenzione delle autorità competenti sulla gravità della situazione, auspicando che venga garantita la protezione dei diritti civili e politici.
Il portavoce del Fronte del Dissenso ha anche messo in guardia contro il rischio di infiltrazioni nel movimento da parte di elementi estremisti, che potrebbero cercare di compromettere la legittimità delle manifestazioni pacifiche. Pasquinelli ha sottolineato l'importanza di mantenere una chiara distinzione tra le azioni politiche legittime e quelle violente, esprimendo preoccupazione per il potenziale di violenza che certi gruppi potrebbero portare all'interno del dibattito pubblico. La sua posizione è chiara: la lotta deve rimanere ancorata a principi democratici e costituzionali, evitando di cadere nella trappola della violenza.
In questo contesto, Pasquinelli ha chiesto un intervento deciso da parte delle istituzioni, affinché venga garantita l'agibilità democratica per tutti, senza distinzioni. La sua denuncia non è solo un atto di difesa personale, ma un appello affinché la società civile si unisca contro ogni forma di intimidazione e violenza. L'auspicio è che le autorità competenti prendano seriamente in considerazione la gravità delle minacce e agiscano di conseguenza, per proteggere non solo Pasquinelli, ma anche tutti coloro che, come lui, si battono per un'idea di democrazia e libertà.
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