Il delitto di Ponte Lambro a Milano, dove una donna di 36 anni ha lasciato la sua bimba da sola per sei lunghi giorni, causandone la morte, ha sconvolto l'Italia. Ma quali possono essere le ragioni che spingono una madre a provocare la morte della sua creatura? Lo abbiamo chiesto a Silvana De Mari, psicoterapeuta e chirurgo oltre che celebre scrittrice
_____________
✔️SOSTIENICI TRAMITE BONIFICO:
IBAN: IT65C0306916355100000009028
INTESTATO A: VISIONE TV
SWIFT: BCITITMM
CAUSALE: DONAZIONE

Il recente caso di infanticidio avvenuto a Segrate, dove una madre ha lasciato la propria bambina di 18 mesi morire di fame e sete, ha sollevato un acceso dibattito in Italia. Questo tragico evento ha portato alla luce questioni profonde riguardanti la maternità, la salute mentale e le pressioni sociali che molte donne affrontano. Silvana De Mari, psicoterapeuta e scrittrice, ha offerto una riflessione su ciò che può spingere una madre a compiere un gesto tanto estremo.
Secondo De Mari, l'infanticidio non è solo un atto di violenza, ma può essere interpretato come un "suicidio riferito", dove la madre cerca di liberarsi da un peso percepito. La psicoterapeuta evidenzia come l'istinto materno, che dovrebbe portare a proteggere i propri figli, possa essere sopraffatto da fattori esterni e interni. La società contemporanea, sostiene, ha contribuito a disincentivare la maternità, spingendo le donne a considerare i figli come un ostacolo alle proprie ambizioni personali e professionali.
De Mari sottolinea che la propaganda culturale ha un ruolo significativo in questo fenomeno. Negli ultimi decenni, si è assistito a un crescente disprezzo verso l'idea di maternità, con messaggi che promuovono l'aborto come una scelta positiva e liberatoria. Questo, secondo la psicoterapeuta, ha portato a una crisi dell'istinto materno, trasformando la maternità in un fardello anziché in una benedizione. La donna di Segrate, come altre nella sua situazione, potrebbe essere stata influenzata da questa narrativa, vedendo la sua bambina come un impedimento alla sua realizzazione personale.
Inoltre, De Mari mette in evidenza la questione della salute mentale. Le donne che si trovano in situazioni di grave stress psicologico possono sviluppare comportamenti distruttivi, non solo verso se stesse ma anche verso i propri figli. La mancanza di supporto e di una rete sociale può aggravare ulteriormente queste situazioni, portando a esiti tragici come quello di Segrate. È fondamentale, quindi, che la società riconosca e affronti queste problematiche, fornendo un adeguato supporto alle madri in difficoltà.
In conclusione, il caso di Segrate non è solo un episodio isolato di violenza, ma un sintomo di una crisi più profonda che coinvolge la maternità, la salute mentale e le pressioni sociali. La riflessione di Silvana De Mari invita a considerare le responsabilità collettive e a promuovere un cambiamento culturale che valorizzi la vita e il ruolo della madre, piuttosto che stigmatizzarlo. Solo attraverso un approccio più umano e comprensivo sarà possibile prevenire tragedie simili in futuro.
Visione TV non ha investitori né sponsor. Esiste solo grazie ai sostenitori. 25€ al mese — meno di un caffè al giorno — per garantire un'altra settimana di lavoro indipendente.
★ Diventa sostenitore












Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.

