Don Minutella, ridotto allo stato laicale per decisione della chiesa di Bergoglio, spiega le sue ragioni ai microfoni di Visione Tv: "Non potendo confutare la bontà del mio ragionamento, volto a dimostrare l'esistenza di un unico Papa nella persona di Benedetto XVI, decidono di colpirmi sul piano personale"

Don Minutella, ridotto allo stato laicale per decisione della Chiesa di Bergoglio, ha recentemente denunciato un attacco personale da parte di quella che definisce la "mafia di San Gallo". Secondo il sacerdote, questo gruppo di cardinali progressisti avrebbe orchestrato la sua esclusione dalla Chiesa in risposta alle sue affermazioni riguardanti la legittimità del pontificato di Benedetto XVI. La condanna che ha subito, che lo ha privato del suo ruolo sacerdotale, sarebbe quindi una strategia per silenziare una voce critica all'interno della Chiesa cattolica.
Don Minutella sostiene che la sua riduzione allo stato laicale sia il risultato di accuse infondate di eresia, legate alla sua posizione secondo cui Francesco non sarebbe il vero Papa. Egli afferma che il suo ragionamento si basa su una visione tradizionalista della Chiesa, in cui esiste un solo Papa legittimo, identificabile in Benedetto XVI. Questa posizione, che contrasta nettamente con l'orientamento attuale del Vaticano, viene considerata da Don Minutella come una forma di aggressione personale, perpetrata da una Chiesa che teme il suo messaggio.
Il sacerdote ha descritto la "mafia di San Gallo" come un gruppo di cardinali che, secondo lui, ha manovrato per portare Bergoglio al potere e per forzare le dimissioni di Benedetto XVI. Questa narrazione suggerisce un complotto interno volto a modificare l'orientamento della Chiesa verso posizioni più progressiste, in contrapposizione a una tradizione che Don Minutella ritiene fondamentale. La sua critica non si limita solo a un attacco personale, ma si estende a un'analisi più ampia della crisi di identità che sta attraversando la Chiesa cattolica.
In un contesto di crescente divisione tra le diverse correnti all'interno della Chiesa, le affermazioni di Don Minutella pongono interrogativi sulla validità delle attuali strutture di potere ecclesiastico. La sua condanna e l'assenza di un dialogo costruttivo da parte del Vaticano evidenziano una situazione di tensione che potrebbe avere ripercussioni significative per il futuro della Chiesa. La crisi di credibilità che ha colpito l'istituzione, aggravata da scandali e divisioni interne, rende il suo messaggio ancora più rilevante, sollevando domande sul futuro della Chiesa cattolica e sul suo ruolo nel mondo contemporaneo.
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