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Notizie5 Settembre 2022

Liz Truss, una nuova Lady di Ferro a Downing Street

Visione TVDi Visione TV·8822 contenuti pubblicati
Antonio Albanese analizza l'elezione di Liz Truss a primo ministro britannico, evidenziando il suo confronto con Margaret Thatcher. Si discute anche delle sue posizioni politiche e delle implicazioni per la politica economica e internazionale del Regno Unito.
Punti chiave
  • Liz Truss è il 56° primo ministro britannico e terza donna in carica.
  • Ha vinto le elezioni con 81.326 voti, meno del previsto.
  • Truss si ispira a Margaret Thatcher nel modo di comunicare.
  • Promette riduzioni fiscali e aumento della spesa per la difesa.
  • La cerimonia di insediamento avverrà a Balmoral, non a Buckingham Palace.
L'articolo

Chiusa l’era Johnson, a Downing Street le porte si aprono per accogliere Liz Truss, già ministro degli Esteri: sarà lei il 56° primo ministro britannico nonché terza donna a ricoprire questo ruolo dopo Margaret Thatcher e Teresa May . La vittoria sul rivale Rishi Sunak è stata meno netta di quanto ci si aspettava, ma non sono bastati 60.399 voti a  Sunak per battere la nuova “Lady di Ferro”, come battezzata dai media: è stata eletta con  81.326 preferenze, ovvero il 57% del totale, un gap molto inferiore rispetto ai 32 punti percentuali di vantaggio che pronosticava l’istituto britannico YouGov.

“Lady di Ferro”: un chiaro riferimento a Margaret Thatcher, primo ministro del Regno Unito dal  1979 al  1990, la prima donna ad aver ricoperto questo incarico, rimasta in carica per più tempo in assoluto nel 20esimo secolo.

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La 47enne sembra proprio ispirarsi alla Lady di Ferro, sia nel modo di vestire che nel linguaggio e nel modo di comunicare attraverso i media: ma in gioventù pare che le su idee fossero diametralmente opposte. I tabloid inglesi ci raccontano di una ragazza ultra-attivista, nata da genitori laburisti, fervente militante anti nucleare e contraria alla monarchia.

Candidata due volte senza successo al Parlamento, riuscì ad essere eletta nel 2010 nel seggio di Southwest Norfolk.

La sua metamorfosi politica la porta ad essere oggi l’opposto della convinta europeista che era ai tempi del referendum per restare in Europa: una convinta liberista, favorevole al taglio delle tasse ai giganti di petrolio e gas, che hanno ottenuto profitti enormi dalle ultime speculazioni.

“È sbagliato guardare alla politica economica attraverso la lente della redistribuzione“, ha dichiarato la Truss al The Guardian: “Il dibattito economico negli ultimi 20 anni è stato dominato da queste discussioni e ciò a cui abbiamo assistito è una crescita relativamente bassa. Un errore che è stato ripetuto per troppo tempo”. La sua idea di rilancio dell’economia, lo si evince da quanto dichiarato sempre al quotidiano inglese,  passa da una riduzione fiscale alle fasce più abbienti: il risultato di questa manovra fiscale porterebbe ad una rivitalizzazione dell’economia di cui beneficerebbero tutti.

Da politica non mancano le promesse di ridurre le tasse, ma anche di aumentare la spesa per la difesa oltre il 3% del Pil: sull’Ucraina si spinge oltre l’incondizionato sostegno e l’impiego delle sanzioni occidentali contro la Russia, fantasticando un’improbabile la riconquista di Crimea e Donbass. Ma sul conflitto ucraino si  è spinta anche molto oltre: nel corso di un incontro a Birmingham con i membri del partito, incalzata dal presentatore dell’evento John Pienaar, si è detta, con glaciale freddezza, pronta a premere il pulsante nucleare della Gran Bretagna, se necessario, anche se ciò significasse “annientamento globale (…). Ritengo che sia un dovere importante del primo ministro e sono pronta a farlo”.

Si erano già concluse venerdì le votazioni, cominciate a inizio agosto, dei 180mila membri del partito conservatore, chiamati ad eleggere il loro nuovo leader e di conseguenza il primo ministro: nel Regno Unito chi guida il partito che ha vinto le elezioni diventa automaticamente premier.

Prima del suo insediamento dovrà ricevere incarico formale dalla Regina Elisabetta, ma la  cerimonia non si terrà come da tradizione a Buckingham Palace, bensì Balmoral, la residenza reale in Scozia.

Proprio su questa “rottura delle consuetudini” si rincorrono indiscrezioni sullo stato di salute della regina, che pare soffra di una ridotta mobilità: la regina ha anche ridotto le sue apparizioni pubbliche negli ultimi mesi, tanto che secondo il The Sun il cambio di programma per l’investitura di Truss è dovuto al parere dei medici, che avrebbero  sconsigliato fortemente di abbandonare il castello di Balmoral in Scozia, al cui interno si trova da circa un mese, per trascorrervi le vacanze estive.

ANTONIO ALBANESE

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