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Notizie25 Agosto 2022

E’ davvero utile il “voto utile”?

Antonello CrestiDi Antonello Cresti·Saggista, conferenziere ed agitatore culturale·60 contenuti pubblicati
Antonello Cresti analizza il concetto di 'voto utile', evidenziando la sua retorica nelle campagne elettorali. Si discute anche della perdita di connessione tra politici e cittadini e delle implicazioni strategiche di tale approccio.
Punti chiave
  • Il 'voto utile' è un mantra delle campagne elettorali moderne.
  • I partiti sono diventati contenitori vuoti e intercambiabili.
  • Politici di centrosinistra e centrodestra usano il 'voto utile' per avvertire gli elettori.
  • Una comunicazione basata solo su 'noi' svilisce il dissenso.
  • L'elettore deve valutare la presenza delle forze politiche sulla scheda.
L'articolo

Il non argomento del cosiddetto “voto utile” è divenuto da molto tempo una sorta di mantra ufficiale di ogni campagna elettorale. Più o meno da quando i partiti sono divenuti dei contenitori vuoti e intercambiabili, totalmente disinteressati a mantenere quella che Gramsci definiva “connessione emozionale” col popolo.

Grandi iniziatori di questo processo di svilimento della dialettica democratica sono stati – naturalmente – i politici di centrosinistra, da decenni impegnati in una bolsa campagna retorica contro il “fascismo eterno”, salvo poi essere in prima fila a sostenere qualsiasi deriva autoritaria… “Un voto utile contro le destre”, ci dicono… “Se vincono LORO sarà la fine”. Attendiamo pazientemente di sapere come costoro ci avrebbero salvati, ma temo non lo sapremo mai.

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A parlare di “voto utile” sono però anche gli epigoni di centrodestra, tutte le volte che mettono in guardia dal voto a quelli che definiscono “partitini”. “Non disperdete la vostra preferenza”…

Insomma, davvero un bel quadretto…

Un politico pessimo, incarnazione di un potere criminale, ma evidentemente dotato di una qualche forma di autostima, come Tony Blair, lo aveva capito già nel 1993: invitare a sostenere una forza politica solo “in negativo” è la ragione di una sconfitta già scritta.

Ed è la ragione secondo cui gli italiani per circa venti anni hanno preferito l’originale Berlusconi alla copia conforme PDS-DS-PD, così come nelle amministrazioni locali premiamo solitamente le più rodate liste di centrosinistra.

Non vorrei che un simile meccanismo si impadronisse anche del mondo che si vorrebbe alternativo a questo letamaio, e che dunque la motivazione del “voto utile” divenisse artificio retorico percorribile anche per quelli dalla nostra parte.

Chi dovesse impostare la sua comunicazione sul “solo noi possiamo entrare in parlamento”, “solo noi siamo mediaticamente forti”, “solo noi abbiamo x candidato” ed altre frasette di circostanza simili, non solo svilisce se stesso, ma compie anche un grossolano errore di strategia, facendo intendere che per il dissenso esiste uno spazio molto risicato, da contendersi in una sorta di lotta tra poveri.

Un errore di comunicazione e di prospettiva imperdonabile.

L’elettore ha un unico elemento di discrimine da valutare, se lo vorrà, oltre alla bontà delle singole proposte “in positivo”: la forza politica x è presente sulla scheda elettorale? In tutti i collegi? E se no, in quanti?

Una volta valutato questo eventuale elemento di handicap reale, si faranno le proprie scelte.

Astrarsi dai comportamenti e dalla narrazione tossica imposta dai nostri avversari significa anche evincersi da queste semplificazioni di pensiero.

Torniamo alla complessità, torniamo alla realtà. Con Italia Sovrana e Popolare cercheremo di fare anche questo!

ANTONELLO CRESTI

Antonello Cresti
AUTORE
Antonello Cresti
Saggista, conferenziere ed agitatore culturale. Si è laureato con lode in Scienze dello Spettacolo presso l’Università di Firenze. Ha iniziato la sua attività artistica come musicista, animando vari progetti e producendo numerosi album. Ha già pubblicato undici libri, usciti con varie case editrici, dedicati a musica underground, cultura britannica, esoterismo, controcultura. E’ ideatore di un film e di un documentario, entrambi a tematica musicale. Collabora con numerose testate giornalistiche nazionali tra cui CulturaIdentità e Optimagazine. E’ fondatore della Convenzione degli Indocili, una rete trasversale di intellettuali e creativi che operino in opposizione al Pensiero Unico. E' Vicepresidente Nazionale di Ancora Italia
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