Ci sono due immagini simbolo di questo inizio di campagna elettorale ferragostana: una bellissima e una invece molto più brutta.
La prima è relativa alle file di persone, speranzose, pazienti, determinate, ai banchetti per le firme di Italia Sovrana e Popolare così come a quelli delle altre formazioni della “area del dissenso” impegnate in questo compito. Una missione improba che rende onore a chi – nonostante tutti i rilevi che si potrebbero sollevare – è impegnato nella impresa.
Infinitamente più brutta è l’operazione di dossieraggio reciproco, di diffamazione e attacco tra forze che dovrebbero concorrere cavallerescamente per combattere un unico nemico comune.
La modalità del “fuoco amico”, quanto mai sconveniente sotto ogni profilo, pare essere prevalente in questa fase, ma è una tecnica miope, da condannare non solo eticamente.
Non siamo riusciti a garantire quella unità complessiva che le piazze per mesi hanno invocato, ciascuno farà le sue valutazioni sul merito, ma ora dobbiamo per forza di cose competere lealmente in vista delle elezioni del 25 Settembre, una data che non segnerà la fine del mondo auspicabilmente, ma al contrario un inizio, anche, di un processo aggregativo sempre più ampio e strutturato.
Nel frattempo ciascuno punti a mettere in luce le proprie peculiarità, i propri punti di forza, le proprie candidature, senza andare a danneggiare gli altri. Con le parole di San Paolo è il momento di “gareggiare nello stimarsi a vicende”.
Certe bassezze cui ho assistito in questi giorni lasciano l’amaro in bocca, soprattutto perchè denotano una forma paranoica di personalismo che fa dubitare della crescita umana che dovremmo avere intrapreso tutti assieme in questi due anni e mezzo di patimento e condivisione profonda.
Nessuna condanna della ambizione, che è comprensibile e addirittura collettivamente utile, se veicolata con senso delle misure, ma lo scadere in certe forme autodistruttive di personalismo è davvero una pratica censurabile.
Siamo ancora a tempo a correggere la rotta: ora l’obiettivo è far si che liste come Italia Sovrana e Popolare possano essere presenti ovunque sul territorio nazionale, tra una settimana, con la consegna delle firme, il quadro si chiarirà enormemente e l’auspicio è che si inizierà davvero a fare sul serio, dimenticando sterili polemiche interne. Lì vedremo chi è davvero competitivo e in grado di offrire una prospettiva agli elettori. ragionando, si capisce, in positivo.
ANTONELLO CRESTI

















