di Ingrid Atzei.

             Dunque; è fatta; Papa Francesco parteciperà in presenza alla sessione sull’intelligenza artificiale del G7. Prima o poi doveva avvenire perché tutti siamo consapevoli che l’IA potrebbe ridefinire la propria identità di mero strumento per divenire qualcosa di più. Come di più e quanto di più va gestito, regolato, normato; di qui l’esigenza di coinvolgere anche il Pontefice nel dibattito.  

Vedete, in un incessante processo di dominio umano sulla Natura, qualcosa del sentimento religioso è andato cambiando ed oggi, vertiginosamente, sta perdendo il proprio essenziale connotato sentimentale/spirituale. Il fatto è che la religione, per definizione prospettante la salvezza, e la scienza, che ha poca familiarità con la trascendenza e che si colloca al di fuori del recinto del sacro, stanno stringendo una salda alleanza. Semplificando, in ambito tecnologico, in un breve volgere di tempo, siamo passati dall’Internet che fa comunità ad un’intelligenza artificiale che si candida a sostituirle da una parte e a governarle dall’altra, le comunità. E le comunità, lo sappiamo, hanno bisogno di punti di riferimento.

Ora, per distinguere il bene dal male e il sacro dal profano dobbiamo avere in noi il senso/sentimento/bisogno del sacro che pertiene a quell’esigenza umana di credere in una salvezza ultramondana. Pertanto, la salvezza deriva da qualcosa che la trascende, che si colloca oltre ad essa. Fin qui, le religioni tradizionali a noi note.

           Ma si potrebbe immaginare una religione senza trascendenza e, quindi, che non ambisce ad alcuna salvezza? Ecco, la corrente transumanista l’ha immaginata. Tuttavia, questa nuova religione, il dataismo, è possibile solo previo cambio di paradigma…

Nelle parole di Norbert Wiener in Introduzione alla cibernetica [1]: «[…] che tipo di religione è quella del transumanesimo, o almeno a che tipo di religione allude? […] è una religione dell’umanità […] si tratta dunque di una religione fatta dagli uomini e per gli uomini, dove non c’è nulla di soprannaturale e dove tutto è naturale, sebbene si tratti di un naturale esteso al massimo delle sue potenzialità. È quindi una religione particolarmente adatta al clima secolare, che ha il vantaggio di fornire una visione utopica del futuro, una nuova grande narrazione…»

Da ciò deduciamo che stiamo passando dall’auspicio della salvezza ultraterrena a quello di un futuro edonistico al massimo delle sue potenzialità. Intendiamo, ovviamente, potenzialità “superomiche” e che (ambiziosamente? blasfemicamente?) concorrono alla creazione della mondanità.

Un problema da non sottovalutare, a questo punto, è che l’uomo crea ad immagine e somiglianza di sé: lo stesso Creatore viene umanizzato e, cionondimeno, il Creatore ha creato l’uomo a sua immagine e somiglianza. Tanto per speculare, potremmo domandarci, dunque: se il Creatore, nella Sua perfezione, ha stabilito di creare un uomo imperfetto, l’uomo imperfetto cosa potrà creare? Dal punto di vista di chi scrive, due sono le possibilità:

  1. rinuncerà all’umanità per creare qualcosa di super-umano e, dunque, santo secondo il nuovo paradigma,
  2. oppure rinuncerà alla perfezione/santità e creerà un mondo dissoluto e caotico ma al massimo delle potenzialità possibili.

E, se né l’una né l’altra opzione appaiono allettanti, dobbiamo tenere in considerazione che siamo già dentro questi scenari. Infatti, alla fine di novembre 2023, Anthony Lewandowski ha deciso di riavviare la propria Chiesa, nota come The Way of the Future. Il noto ingegnere del settore automotive conosciuto per le auto a guida autonoma, qualche anno fa, mise assieme un gruppo di “fedeli” a delle divinità sviluppate dall’intelligenza artificiale. Per capirci, non stiamo parlando di sacerdoti che si fanno scrivere le omelie da un qualche bot Gpt, o di chattare virtualmente con un santo [2]  ma di una vera e propria Chiesa con la pretesa di inseguire una connessione di tipo spirituale (spirituale?!) tra l’essere umano e l’IA. Se questo non è un nuovo paradigma religioso non so cos’altro possa essere…

 

NOTE:

[1 ]  Volume degli anni ’60 ma imprescindibile per la lettura dei nostri tempi in chiave tecnologica.

[2]  Se siete interessati al tema, posso consigliarvi il video di David Murgia intitolato Chat e preghiere, l’intelligenza artificiale sbarca nel sacro, nel quale il conduttore chatta con un IA che si presenta come Padre Pio! Il che è, da qualunque punto di vista lo si voglia prendere, un inganno o una manipolazione del reale. Trovate il video qui: https://www.tv2000.it/indagineaiconfinidelsacro/video/chat-e-preghiere-lintelligenza-artificiale-sbarca-nel-sacro/ .

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