2021: fuga dalla televisione

Il mezzo televisivo è oramai obsoleto? I segni dei tempi paiono dire di sì, e i dati degli ascolti di ottobre paiono confermare la fuga. Lo scorso mese gli ascolti sono calati di ben 2,5 milioni di spettatori nella cosiddetta fascia del prime time ovvero quella classica che va dalle 20 e 30 alle 22 e 30. Erano diciotto anni che la televisione non conosceva un tracollo così drammatico. Un tracollo del quaranta per cento. Tutti i principali editori sono colpiti da questa forte diminuzione di spettatori: la televisione di Stato è calata del 10,8 per cento, Mediaset del 10,9 per cento, le televisioni di Cairo del 14, 6 per cento e Sky addirittura del 17,9 per cento. Le uniche in crescita (una crescita del dieci per cento) sono le “altre” vale a dire Amazon, Netflix e via discorrendo.

Vedere la crescita di questi colossi, in particolare Amazon, raffrontata al crollo delle televisioni classiche, non può che far pensare ad uno degli effetti della pandemia. E’ ben noto il caso Amazon, multinazionale che ha prosperato con la pandemia e che ha consacrato Jeff Bezos come uomo più ricco del mondo.

Ma non è solo questo, non solo. E’ da un anno che si è alzato lo stesso grido di Peter Finch nel film Quinto Potere: Spegnete la Tv. Questo grido è cominciato, quasi in sordina, nel febbraio 2020, quando è cominciata l’informazione pandemica. Più di un anno di totale terrorismo mediatico sul televisioni e giornali. E la gente ha smesso, forse anche per reazione, di crederci.

Il pubblico è un bambino di undici anni, nemmeno troppo intelligente”. Così parlò Silvio Berlusconi l’uomo che costruì il suo impero sulle due droghe nazionali, la tv e il pallone. Ma, nonostante l’aumento di Netflix e Amazon, il crollo di Rai, Mediaset e La7 forse ci sta facendo intravedere che il bambino è cresciuto. Perché si è accorto di anni di informazione a senso unico, totalmente falsata.

Le “reti unificate del virus” sono solo l’apice, il climax di anni di disinformazione faziosa e totalmente a senso unico. Quella disinformazione che ha costantemente demonizzato un’intera parte di popolazione che non si piegava alle narrazioni dominanti, che ha demonizzato un presidente regolarmente eletto dagli americani, che ha costruito una favola su un’inesistente minaccia russa, che ha pubblicizzato le disastrose primavere arabe e che ora toglie la parola a chiunque porti narrazioni alternative su Covid e vaccini rispetto a quella dominante, come dimostrano anche il recentissimo caso Report e il silenzio di piombo su Pfizergate. La controinformazione ha oramai fatto breccia nei cuori di tantissimi italiani, Per il 69 per cento degli italiani i giornalisti cercano di ingannare le persone e il 71 per cento ritiene che i media non siano per nulla obiettivi.

Accendo la televisione solo per vedere qualche buon film” questo sentirete dire dalla maggior parte delle persone. E forse anche con questo si spiega la crescita delle varie Amazon e Netflix rispetto alle televisioni generaliste: il prodotto. Pare tramontata l’epoca del vecchietto che diceva “L’ha detto la tv” e il mezzo televisivo è percepito principalmente come qualcosa di cui fruire al massimo per lo svago, ovvero per il cinema o le serie tv, per vedere l’ultimo 007 o il Trono di Spade. Ma gli Enrico Mentana, le Lilli Gruber, i David Parenzo e i Floris sono personaggi di cui oramai l’italiano diffida, e la campagna terroristica che oramai sta avvelenando la nostra vita da quasi due anni ha stancato la maggioranza delle persone, dando il colpo di grazia ad un medium morente.

Internet è oramai la principale fonte di informazione per moltissimi. Una fonte certo da prendere con le molle e con discernimento, ma dove, nonostante continui tentativi di censura “alla cinese” vi è ancora una pluralità di voci. E’ grazie a internet che sono potute emergere notizie scomode al sistema come lo scandalo Pfizergate (che è andato in tendenza su Twitter) o le torture che Fauci ha inflitto a cuccioli di cane.

La speranza è che il pubblico non sia più un bambino di undici anni poco intelligente, ma che stia finalmente crescendo. E maturando.

ANDREA SARTORI

Visione TV

Visione Tv nasce per difendere la libertà di pensiero e di espressione oggi più che mai minacciata dal pensiero unico imposto da un sistema mediatico prevalente che ha perso il senso del limite e della misura

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