Il voto delle amministrative che si terrà il 12 Giugno per Ancora Italia e per tutto il cosiddetto “fronte del dissenso” può essere considerato come una sorta di esame di maturità.

Infatti, per la prima volta dopo la fase più acuta di deriva liberticida assunta nel nostro paese, ai cittadini verrà concesso di esprimersi non solo sui cinque quesiti referendari, ma anche sulle amministrazioni di numerosi capoluoghi e comuni sopra i 15000 abitanti.

Che nel corso dell’ultimo anno, dalle prime manifestazioni no – Green Pass di Luglio scorso in poi, si sia cementata una area numericamente cospicua composta da cittadini radicalmente avversi allo stupro costituzionale messo in atto dai governi Conte II e Draghi, è un dato di fatto, confermato dal nervosismo che l’establishment politico sembra indirizzare verso il voto; silenzio pressochè assoluto sui referendum, persino la pantomima sull’obbligo di mascherine ai seggi, con lo scopo manifesto di disincentivare il voto dei cosiddetti “no mask”.

Le condizioni per fare un buon risultato ci sono tutte: personalmente ho passato le ultime tre settimane a seguire la campagna elettorale delle due città toscane in cui Ancora Italia si è direttamente impegnata: Lucca e Pistoia.

In un clima di tangibile distacco e disinteresse, ho visto i nostri candidati animare questi giorni col loro entusiasmo, un elemento che può rivelarsi determinante, dal momento che il maggior ostacolo ad una nostra affermazione è esattamente l’astensionismo. Sottrarre il maggior numero di individui dall’area del non voto è decisamente LA sfida che in questa fase dovremmo vincere.

Altro elemento innegabile, è la qualità in termini di lucidità culturale e chiarezza di visione complessiva portata avanti: i dibattiti proposti in queste settimane sui territori hanno mostrato una qualità intellettuale assolutamente inimmaginabile per tutte le altre formazioni politiche. Che si sia parlato di politiche territoriali, di sicurezza e forze dell’ordine, di politiche culturali, il livello è sempre stato altissimo, cosa che qualsiasi spettatore non ha potuto negare.

Certamente, soprattutto nei primissimi giorni di battaglia elettorale, si è toccata con mano anche una certa inesperienza generale, e una mancanza di malizia che – ben dosata – non può che tornare utile alla causa. Le amministrative saranno un esame di maturità, anche e soprattutto da questo punto di vista, nel senso che dovrebbero condurre fuori dalla dimensione dilettantistica molti militanti e simpatizzanti. La definitiva fuoriuscita da questa “politica amatoriale” verrà certamente tracciata al Congresso Nazionale del 16 e 17 Luglio a Napoli. Nel frattempo però occorre viaggiare spediti e provare a fare meno errori possibili. Tempo ne abbiamo pochissimo.

Ovviamente questa consapevolezza non deve creare neanche eccessive ansie da prestazione, nel senso che prendersi il rischio di partecipare, magari non andando incontro a risultati sperati, è comunque preferibile alla fuga dal cimento. Il 12 Giugno dunque sarà, in ogni caso, un punto di partenza.

La semina è avvenuta con passione crescente e credo che i germogli si dovrebbero vedere in breve tempo.

Nel frattempo invito tutti a vivere con fiducia queste ore che ci separano dal voto, poiché questo è l’atteggiamento, senza catastrofismi e sconfittismi, che ci condurrà dal buio alla luce. Non abbiamo scelte, non abbiamo alternative. Abbiamo scelto questa strada e la percorreremo sino al successo definitivo.

ANTONELLO CRESTI

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